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Stile di vita e imprenditorialità, ovvero come si vive in Polonia?

Nell’edizione di quest’anno la World Competitiveness Ranking (il Ranking Mondiale di Competitività) ha classificato la Polonia al 36.mo posto al mondo. Questo è il più alto piazzamento mai raggiunto nella storia. Vediamo fino a che punto le tabelle rispecchiano la realtà, chiedendo il parere sulla qualità della vita nel nostro paese a qualche straniero che vive in Polonia e nella città di Wrocław.

La promozione dal 41.mo posto dell’anno scorso al 36.mo di quest’anno significa che abbiamo superato paesi come il Portogallo, l’Indonesia, l’Azerbaigian, il Kuwait e il Bahrain. Tra i nostri vicini regionali si sono piazzati meglio di noi nella classifica la Lituania, la Repubblica Ceca e l’Estonia. La Slovacchia è salita al 65.mo dal precedente 67.mo, mentre l’Ungheria è scesa dal 63.mo al 69.mo posto. Il massimo della qualità della vita è stato assegnato alla Svizzera, a Singapore e agli Stati Uniti d’America. L’India ha registrato il progresso maggiore di 16 posti, passando dal 55.mo al 39.mo posto della classifica. Qual è la cosa che determina il posto in classifica?

Il World Economic Forum, lo stesso che organizza gli incontri prestigiosi a Davos, prende sotto la lente d’ingrandimento ben 114 fattori suddivisi in 12 gruppi. I dati riguardanti la Polonia vengono inviati dalla NBP (La Banca Nazionale Polacca).I fattori che ci hanno permesso di avanzare nella classifica è il buon sistema di istruzione (anche se classificato al 36.mo posto mondiale ma ci ha dato un punteggio di 6,2 su un massimo di 7), bassi dazi doganali e incidenza molto bassa di presenza del virus dell’HIV. CI piazzamo molto bene per quanto riguarda l’ampiezza del mercato potenziale (21.mo posto). Abbiamo ancora da lavorare sull’efficienza del mercato del lavoro e sull’innovazione (3,4 punti assegnati su un massimale di 7). Possiamo fare di più anche per quanto riguarda le imposte e gli incentivi al lavoro. Tutta la classifica del Forum Economico Mondiale (World Economic Forum) l’ho troverete al link.

Wrocław la città amica
Un buon clima per gli investimenti in una città e la qualità della vita che si registra in una determinata localizzazione sono i due fattori che si influenzano a vicenda. Basso costo del lavoro, tasse locali “amichevoli” per l’imprenditore, convenienti infrastrutture – sono fattori essenziali per lo sviluppo dell’imprenditorialità. D’altro canto, un buon sistema di istruzione, un efficiente sanità, un buon trasporto urbano e una valida offerta culturale creano le condizioni di una vita soddisfacente che gli abitanti della città percepiscono in modo molto diretto. Inoltre è molto clemente nei vari giudizi riguardanti la città di Wrocław la classifica annuale delle Città Attraenti per il Business, condotta dall’Istituto “Forbes”, in collaborazione con il COIG (Istituto Centrale per l’Informazione Economica). La lista si basa sullo studio di un indicatore che è l’incremento del numero di imprese per ogni 1.000 abitanti di una città. La maggiore competizione avviene fra Breslavia, Poznan e Cracovia. Gli autori della classifica non prendono in considerazione la città di Varsavia, in quanto essendo la capitale del paese sarebbe già vincente in partenza.

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Tutte e tre le città attribuiscono una notevole importanza alla cooperazione tra scienza e business. Wrocław è stata la prima in Polonia a creare una speciale divisione presso gli uffici del comune di Wrocław – il Centro Accademico di Wrocław (WCA) – dedicato a monitorare il mercato del lavoro e i percorsi di formazione e di apprendimento e ha la responsabilità di collegare il mondo degli affari con le istituzioni accademiche. È stato creato il progetto “Mozart”, che offre aiuto alle start-up. Lo sviluppo del business locale e il coinvolgimento di grandi player corporativi è una specie di “locomotiva” che si autoalimenta. Wrocław si è aggiudicata il primo posto nella classifica del mese di febbraio delle European Cities and Region of the future 2016/2017 nella categoria di accaparramento di investimenti diretti (tra le città fino a 750 mila abitanti). Nella categoria di “business friendly” Wrocław si è piazzata terza, mentre nella categoria delle migliori città dell’area Est Europea – è arrivata nona.

Una forte Wrocław vuol dire anche una forte regione. A dimostrare ciò basti prendere il numero di progetti d’investimento. Su un totale di 56 progetti gestiti dalla Polska Agencja Informacji i Inwestycji Zagranicznych (Agenzia Polacca per l’Informazione e gli Investimenti Esteri) ben 14 sono realizzati nella Regione della Bassa Slesia ,grazie a ciò la regione è passata in testa in termini di numero assoluto di progetti realizzati, di nuovi posti di lavoro creati e di investimenti. Per quanto riguarda la competizione nell’ottica dell’atmosfera per sviluppare business, secondo l’osservatorio del Financial Times, Wrocław da due anni si piazza fra le prime tre.

Gli investimenti di imprenditori esteri generano un afflusso di lavoratori provenienti da altri paesi, che vengono successivamente distaccati in Polonia dalle aziende capogruppo oppure arrivano individualmente, attratti dal buon clima di fare affari in Polonia.

enrico_ciulloEnrico Ciullo, partner presso la Bosetti Global Consulting, vive in Polonia da 12 anni: Vivo in Polonia dal 2005, e a Wrocław dal 2009. È un periodo di tempo assai lungo, durante il quale ho potuto osservare, i pro e i contro del vivere fuori dall’Italia. Sicuramente, come padre di due figlie, apprezzo molto la politica pro-famigliare che viene promossa in Polonia, le agevolazioni fiscali e gli incentivi per i genitori. Ciò che è ancora da migliorare è sicuramente una migliore e più accessibile infrastruttura degli asili e scuole materne offerta dallo Stato. Finora, ci sono ancora code gigantesche per l’accesso alle strutture prescolastiche! Il grande vantaggio per me è anche l’offerta culturale, soprattutto a Wrocław. L’accesso alla cultura è molto ampio, si organizzano tanti interessanti eventi, in molti casi a ingresso libero o con prezzi dei biglietti molto contenuti. Ricordo a questo proposito per esempio le Notti nei Musei, i Free Walking Tour durante i fine settimana, il Giardino Giapponesa e la fontana presso la Hala Stulecia (la Hall del Centenario), le biblioteche e mediateche, anche in lingua italiana. Spero che questi elementi vengano ulteriormente sviluppati e che le famiglie abbiano così una vita sempre migliore.

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Fabio Fphoto_fabiolaminio, partner presso lo studio di comunicazione Trasformattivo & Brandownia, vive da un anno in Polonia: Vivo in Polonia da un periodo relativamente breve ma raccolgo con grande interesse tutte le osservazioni, ispirazioni e traggo conclusioni in tempo reale sul mondo della comunicazione visuale e lo sviluppo del mio lavoro qui. Le immagini nello spazio pubblico ci dicono molto circa il modo di vivere del paese e dei gusti della gente. In Polonia, sto osservando un rapido sviluppo della comunicazione on-line, che qualitativamente è a un livello molto alto. Anche le aspettative degli utenti sono molto alte. I creatori delle pagine web, attraverso una buona conoscenza nell’ambito della user experience, una buona struttura del contenuto e la loro ricchezza incoraggiano gli utenti a rimanere presenti online. Questo è un fenomeno completamente diverso da quello in Italia. D’altra parte, la pubblicità online, nella stampa, in TV sembra essere pesantemente ispirata alla grafica tedesca degli anni novanta del XX secolo, il tipo di carattere sembra essere più importante dell’immagine stessa. Ci sono ancora molte novità da proporre in questo campo per creare una propria identità. Osservo anche come si sviluppa dinamicamente il design in Polonia. E ‘ancora fortemente ispirato al passato.
Il design polacco utilizza spesso materiali naturali come il legno, molto spazio viene anche dedicato al recycling. Credo che se si tiene in mente sempre che il design è la ricerca continua e innovazione, tutto si svilupperà ed evolverà nella giusta direzione. Guardo con grande attenzione il settore creativo – i giovani designer polacchi sono estremamente ambiziosi, creano lavori pieni di fantasia. Ottengono risultati migliori se il cliente gli concede piena autonomia. Credo che in Polonia si possono realizzare molti progetti interessanti, se il mondo degli affari si aprirà alle idee e darà maggiore fiducia agli specialisti. Entrambe le parti – i clienti e gli appaltatori dovrebbero concedersi reciprocamente maggiore libertà d’azione e di lavoro e così si potranno sviluppare bene tutti i settori dell’economia e della vita.

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