PODOBNE ARTYKUŁY
Un impianto di accumulo energetico da record in Cina. Che cosa ci dicono i più grandi progetti BESS al mondo sulla direzione dello sviluppo dello storage energetico?

Lo stoccaggio dell’energia ha smesso di essere un semplice complemento agli impianti eolici e fotovoltaici, per diventare un settore autonomo e in rapida crescita del comparto energetico, nel quale vengono continuamente stabiliti nuovi record in termini di scala. L’esempio più recente arriva dalla Cina, dove è stato collegato alla rete uno dei più grandi sistemi di accumulo elettrochimico a batteria al mondo. Vale la pena esaminare più da vicino questo progetto, perché mostra la direzione in cui si sta muovendo l’intero settore dello stoccaggio energetico, non solo in Cina, ma a livello globale.
Un impianto da record nella Mongolia Interna
Nella regione della Mongolia Interna è entrato in funzione un sistema di accumulo energetico con una potenza di 1 GW e una capacità di 4 GWh. L’impianto si estende su circa 28 ettari e utilizza celle al litio-ferro-fosfato (LFP), una tecnologia oggi ampiamente impiegata nei progetti di accumulo a batteria su larga scala grazie alla sua sicurezza e durata nel tempo. A titolo di confronto, la capacità di un sistema di questo tipo supera quella di numerose centrali idroelettriche a pompaggio nazionali.
Pochi giorni dopo l’entrata in funzione di questo impianto, nella stessa regione è stato collegato alla rete un altro sistema di accumulo con parametri identici: 1 GW di potenza e 4 GWh di capacità. Le autorità locali lo definiscono uno dei più grandi sistemi di accumulo energetico indipendenti e stand-alone del Paese. Questo dimostra che investimenti di questo tipo sempre più di rado costituiscono singoli progetti a carattere dimostrativo per diventare parte integrante di una strategia più ampia di potenziamento della rete elettrica.
Grid-forming, ovvero un sistema di accumulo che fa molto più che immagazzinare energia
L’elemento chiave delle più recenti installazioni cinesi non è tuttavia la capacità in sé, bensì la tecnologia grid-forming utilizzata. Nell’approccio tradizionale, il sistema di accumulo svolge la funzione di un buffer passivo: si carica quando c’è un surplus di energia proveniente dalle fonti rinnovabili e la restituisce quando la domanda aumenta. I sistemi grid-forming fanno un passo ulteriore in avanti.
Un impianto di questo tipo è in grado di stabilizzare attivamente i parametri della rete elettrica:
- regola tensione e frequenza in tempo reale;
- reagisce più rapidamente a improvvise interferenze nella generazione di energia, ad esempio a un calo della produzione eolica;
- in alcuni casi consente il cosiddetto black start, ovvero il ripristino del funzionamento della rete dopo un blackout totale senza il supporto di una centrale elettrica tradizionale.
Si tratta di un cambiamento significativo nel ruolo dei sistemi di accumulo energetico. Con la crescente quota di fonti rinnovabili non programmabili, la rete ha bisogno di elementi che non si limitino a immagazzinare energia, ma che contribuiscano attivamente anche alla sua stabilizzazione. In prospettiva, la tecnologia grid-forming potrebbe rivelarsi più importante per il futuro dello stoccaggio energetico di ulteriori record di capacità, misurati in gigawattora.
Diversità tecnologica – non solo batterie agli ioni di litio
Analizzando i più grandi progetti di stoccaggio energetico al mondo, è difficile non notare che le batterie al litio LFP rappresentano solo una delle diverse direttrici di sviluppo di questo settore. Parallelamente, si stanno sviluppando altre tecnologie, in grado di rispondere a esigenze differenti del sistema energetico:
- Batterie a flusso (VRFB) – utilizzano elettroliti a base di vanadio e sono praticamente esenti da degrado. Sono particolarmente adatte nei casi in cui siano fondamentali una lunga durata di vita e lo stoccaggio per molte ore, più che la massima densità energetica.
- Sistemi di accumulo ad aria compressa (CAES) – l’energia viene immagazzinata sotto forma di aria compressa, spesso in cavità o siti minerari dismessi. Si tratta di una soluzione adatta a impianti di grande scala e caratterizzata da costi dei materiali inferiori rispetto alle batterie elettrochimiche.
- Sistemi di accumulo ad aria liquefatta (LAES) – l’aria viene raffreddata a temperature estremamente basse e immagazzinata allo stato liquido; l’energia viene poi recuperata quando l’aria viene nuovamente riscaldata ed espansa.
- Sistemi di accumulo gravitazionale – sfruttano il sollevamento e l’abbassamento di blocchi pesanti, consentendo di immagazzinare energia senza ricorrere a materiali chimici soggetti a degrado.
Questa diversità tecnologica non è casuale. Ogni soluzione presenta un diverso profilo di costi, tempi di risposta e durata, per questo alcuni operatori di rete stanno testando parallelamente diverse tecnologie, anziché puntare esclusivamente su una sola soluzione.
Scala degli investimenti – la Cina punta sullo stoccaggio dell’energia
Il ritmo di sviluppo dei sistemi di accumulo energetico in Cina è impressionante. Alla fine del 2025, il Paese disponeva già di circa 153 GW di nuova capacità di accumulo energetico, mentre i piani prevedono di raggiungere 300 GW entro il 2030. Si tratta di un raddoppio della capacità in soli pochi anni.
Alla base di questo ritmo di sviluppo c’è un’esigenza concreta. Ogni anno la Cina collega alla rete decine di gigawatt di nuova capacità eolica e solare. Senza un adeguato supporto rappresentato dai sistemi di accumulo ciò porterebbe a congestioni della rete e a limitazioni nel prelievo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. I sistemi di accumulo energetico stanno quindi diventando non un lusso, ma una condizione necessaria per consentire un ulteriore sviluppo dell’energia rinnovabile su una scala così ampia.
Cosa significa per la Polonia e per l’Europa?
La Polonia e gli altri Paesi europei guardano con grande interesse a questa direzione di sviluppo. Il sistema energetico nazionale deve affrontare sfide simili, seppur su scala più contenuta: il numero crescente di impianti fotovoltaici e parchi eolici richiede strumenti flessibili per il bilanciamento della rete. I sistemi di accumulo energetico, soprattutto quelli dotati di funzionalità per la stabilizzazione della rete, potrebbero svolgere un ruolo analogo anche in Polonia nei prossimi anni, supportando gli operatori nella gestione della variabilità della generazione da fonti rinnovabili.
Vale la pena prestare attenzione anche all’aspetto economico. I progetti cinesi dimostrano che la scala degli investimenti contribuisce a ridurre i costi unitari dello stoccaggio energetico. Questo fenomeno, analogamente a quanto avvenuto in precedenza con il calo dei prezzi dei pannelli fotovoltaici, potrebbe nel lungo periodo favorire lo sviluppo dei sistemi di accumulo energetico anche sui mercati europei.
In sintesi
Il sistema di accumulo energetico da record nella Mongolia Interna rappresenta molto più di un’ulteriore cifra nella classifica globale dei gigawattora. È un segnale del fatto che il settore dello stoccaggio energetico sta entrando in una nuova fase: dal semplice immagazzinamento delle eccedenze di energia alla gestione attiva della stabilità di interi sistemi elettrici. Lo sviluppo della tecnologia grid-forming, la sperimentazione parallela di diverse soluzioni di accumulo e la rapida crescita della scala degli investimenti indicano la direzione verso cui è probabile che si muova l’intero settore energetico globale, compreso quello europeo.
SMART MIXER
ENERGY MIXER
AEROMIXER 2018
BOSETTI & STOKŁOSA RACCONTA LA POLONIA
ARTICOLI PIÙ LETTI
Seguici su
Linkedin
Bosetti & Stokłosa Consulting


