La trasformazione dell’economia verso la neutralità climatica non è possibile senza il coinvolgimento del settore finanziario. Le banche, sia a livello globale che in Polonia, stanno sviluppando in modo sempre più attivo un’offerta di prodotti di finanza sostenibile. Si tratta di una risposta non solo alla crescente domanda del mercato, ma anche alle normative e alle aspettative sociali che stanno cambiando il modo di operare delle istituzioni finanziarie.
La finanza sostenibile comprende una gamma diversificata di prodotti e strumenti volti a sostenere investimenti in linea con i criteri ambientali, sociali e di governance (i cosiddetti criteri ESG). Le imprese possono così ottenere finanziamenti per progetti legati, ad esempio, alla transizione energetica, alla riduzione delle emissioni di CO₂, all’adozione dell’economia circolare o agli investimenti in fonti di energia rinnovabile.
Un mercato in crescita per gli strumenti sostenibili
L’interesse per la finanza green è in costante aumento, sia in Europa che a livello globale. Secondo le stime, nel 2024 il valore delle emissioni globali di green bond, prestiti sostenibili e altri strumenti a supporto dello sviluppo sostenibile ha superato i 1,65 trilioni di dollari, in crescita rispetto ai circa 1,5 trilioni registrati nel 2023.
Questa tendenza non è casuale. La consapevolezza del mondo imprenditoriale rispetto alle sfide climatiche e sociali è in continuo aumento. Le aziende considerano sempre più spesso le pratiche ESG non come un obbligo, ma come parte integrante di una strategia di lungo periodo volta a creare valore e a mitigare i rischi.
Anche il contesto normativo gioca un ruolo fondamentale. L’Unione Europea, ad esempio, sta lavorando attivamente alla definizione di standard unificati per il reporting non finanziario e alla tassonomia degli investimenti sostenibili. In questo modo, sia gli investitori che le banche possono valutare in maniera più accurata quali progetti contribuiscono realmente al raggiungimento degli obiettivi climatici e sociali.
Le banche cambiano approccio al finanziamento
La finanza sostenibile rappresenta oggi non solo un’opportunità per ampliare l’offerta di prodotti, ma anche una necessità legata alla gestione del rischio. Le banche tengono sempre più conto dei fattori ESG nelle decisioni di credito, nella valutazione dei partner commerciali e nell’approvazione di nuovi prodotti.
Come mostrano i dati di mercato, le istituzioni finanziarie stanno progressivamente riducendo il finanziamento ai settori considerati non conformi ai principi dello sviluppo sostenibile. Ciò riguarda in particolare le industrie maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra o della degradazione ambientale.
Allo stesso tempo, oltre l’80% delle banche dichiara di voler sviluppare la propria offerta di prodotti green. Questo significa che le imprese che pianificano investimenti in efficienza energetica, economia circolare o adattamento ai cambiamenti climatici possono contare su un supporto crescente da parte del sistema finanziario.
L’economia circolare acquista importanza
Uno degli ambiti su cui le imprese puntano sempre più nell’ambito della finanza sostenibile è l’economia circolare. Si tratta di un approccio che mira a ridurre il consumo di materie prime, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e massimizzare il riutilizzo dei rifiuti nei processi produttivi.
Il concetto di economia circolare diventa particolarmente rilevante nei settori che generano grandi quantità di scarti. Un esempio è rappresentato dal settore edile, in cui dal 2024 sono in vigore nuovi obblighi relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti. Le aziende sono tenute a separare, tra l’altro, legno, metalli, vetro, plastica, gesso e rifiuti minerali. Ciò le spinge a investire in nuovi sistemi di gestione dei materiali, il che spesso comporta la necessità di reperire finanziamenti aggiuntivi.
Vale la pena sottolineare che il concetto di economia circolare riguarda praticamente ogni settore. Un numero crescente di imprese – a prescindere dalle dimensioni o dall’ambito di attività – riconosce i vantaggi derivanti dalla chiusura del ciclo delle risorse e dalla minimizzazione dei rifiuti.
Le banche, rispondendo a queste esigenze, stanno creando linee di credito dedicate, i cui fondi possono essere destinati, tra l’altro, a:
- l’implementazione di soluzioni per il riciclo delle materie prime,
- lo sviluppo di tecnologie per il riutilizzo dei prodotti,
- la modernizzazione dei processi produttivi per ridurre i rifiuti,
- gli investimenti in sistemi di monitoraggio del consumo di risorse.
La finanza sostenibile sostiene la trasformazione del business
I cambiamenti climatici, l’aumento dei costi energetici, la pressione dei consumatori e le normative rendono la trasformazione dell’economia una necessità sempre più impellente. La finanza sostenibile è uno strumento che può accelerare significativamente questo processo, riducendo al contempo i rischi finanziari.
Per le imprese significa avere l’opportunità di realizzare investimenti che fino a pochi anni fa sembravano fuori portata a causa dei costi. Oggi, grazie a green bond, prestiti legati agli obiettivi di sviluppo sostenibile e altri strumenti finanziari, è possibile finanziare:
- la costruzione e la modernizzazione di impianti per le energie rinnovabili,
- progetti per ridurre le emissioni degli stabilimenti,
- investimenti in efficienza energetica,
- iniziative legate alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti,
- progetti per l’adattamento delle imprese agli effetti dei cambiamenti climatici.
Le banche offrono sempre più spesso anche prodotti in cui il tasso di interesse o il margine è collegato al raggiungimento di determinati indicatori di sostenibilità. Questo approccio motiva le aziende a migliorare concretamente le proprie performance ambientali e sociali.
Finanza sostenibile – sfide e prospettive
Sebbene il mercato degli strumenti green stia crescendo rapidamente, resta ancora soggetto a numerose sfide. Tra le principali:
- l’assenza di standard globali unificati per la valutazione dei progetti sostenibili,
- il rischio di cosiddetto greenwashing, ovvero il sostegno solo apparente alla sostenibilità ambientale,
- l’esigenza di adeguarsi a normative in continua evoluzione,
- il bisogno di formazione sia tra gli imprenditori, sia all’interno delle istituzioni finanziarie.
Tuttavia, gli esperti concordano sul fatto che il ruolo della finanza sostenibile continuerà a rafforzarsi. Banche, investitori e imprese stanno insieme definendo un nuovo standard operativo, in cui gli aspetti ambientali, sociali e di governance diventano parte integrante delle strategie aziendali.
Nei prossimi anni assisteremo a un’ulteriore espansione dell’offerta finanziaria a supporto degli obiettivi climatici e sociali, insieme a una crescente pressione normativa, che stimolerà sempre più soggetti ad attivarsi nella transizione verde.



