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Idrogeno verde in Europa – il sostegno del valore di miliardi offerto dalla Banca Europea dell’Idrogeno stimola nuovi investimenti

L’Unione Europea sta intensificando le iniziative a favore dello sviluppo dell’economia dell’idrogeno. Un ruolo fondamentale in questo processo è svolto dalla Banca europea dell’idrogeno che, attraverso un sistema di aste, finanzia la produzione di idrogeno verde negli Stati membri e in alcuni Paesi europei selezionati. La terza asta più recente si è conclusa con l’assegnazione di oltre 1 miliardo di euro a sostegno dei progetti scelti.

La portata dell’interesse per il programma dimostra che il settore dell’idrogeno è entrato in una fase di forte competizione per quanto concerne i finanziamenti. Ciò ha influito non solo sulla struttura del mercato, ma anche sulle modalità di pianificazione degli investimenti nell’energia a basse emissioni.

La Banca europea dell’idrogeno – come funziona il sistema di sostegno?

La Banca europea dell’idrogeno non è una banca commerciale tradizionale, ma un meccanismo di finanziamento dei progetti che opera attraverso il sistema delle aste. Gli investitori presentano le proprie iniziative e suggeriscono la quota di cui necessitano come sovvenzione per ogni chilogrammo di idrogeno prodotto.

La fonte di finanziamento è il Fondo per l’innovazione, alimentato dai proventi del sistema EU ETS. Ciò significa che le risorse provengono dalle quote pagate per le emissioni di CO₂.

Il modello di sostegno si basa su un principio semplice:

  • più basso è il livello di sovvenzione richiesto, maggiori sono le possibilità di vincere l’asta,
  • lo Stato copre la differenza tra il costo di produzione e il prezzo di mercato dell’idrogeno,
  • il sostegno può essere concesso per un periodo massimo di produzione di 10 anni.

Nella terza asta, il livello massimo delle sovvenzioni ha raggiunto circa 3,49 euro per chilogrammo di idrogeno.

Oltre un miliardo di euro per nove progetti

Nell’ultima chiamata sono stati presentati 58 progetti provenienti da 11 Paesi. Il valore complessivo delle offerte ha superato di circa sei volte il budget disponibile, a dimostrazione del forte interesse degli investitori.

Alla fine, il sostegno è stato assegnato a nove progetti, che complessivamente dovrebbero produrre oltre 1,3 milioni di tonnellate di idrogeno verde nell’arco di 10 anni. La capacità prevista degli elettrolizzatori è di circa 1,1 GW.

Principali caratteristiche del programma:

  • sostegno complessivo: circa 1,09 miliardi di euro
  • durata delle sovvenzioni: fino a 10 anni
  • fonte di finanziamento: EU ETS
  • obiettivo: decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti

I principali beneficiari – dove verranno realizzati gli impianti chiave?

Finlandia – progetto Cloudberry (Vetyalfa)

Il progetto più grande dell’intera asta sarà realizzato in Finlandia. L’impianto, della potenza di 500 MWe, dovrebbe produrre quasi 509 mila tonnellate di idrogeno nell’arco di dieci anni.

È significativo che il progetto abbia ottenuto uno dei livelli di sovvenzione più bassi, circa 0,44 euro/kg H₂, il che suggerisce la presenza di una struttura dei costi molto competitiva.

Danimarca – progetto NJK (MorGen)

Il secondo più grande investimento è un impianto situato in Danimarca, della potenza di 300 MWe, che dovrebbe fornire circa 445 mila tonnellate di idrogeno.

L’entità del sostegno è di circa 0,95 euro/kg.

Danimarca – progetto ALBA (Hy2gen Nordic)

Un altro importante investimento sarà realizzato sempre in Danimarca. Gli elettrolizzatori, capaci di sviluppare una capacità di 100 MWe, produrranno oltre 144 mila tonnellate di idrogeno nel periodo coperto dal finanziamento.

Germania – progetto Lotse

In Germania verrà realizzato un impianto da 120 MWe, con una produzione stimata di circa 140 mila tonnellate di idrogeno. Il progetto rispecchia il ruolo crescente della Germania come uno dei principali mercati dell’economia dell’idrogeno in Europa.

Grecia – progetto AN-1-B (Hellenic Hydrogen)

In Grecia è stato finanziato un progetto di scala più ridotta, ma significativo a livello regionale. L’impianto da 25 MWe dovrebbe produrre circa 38,6 mila tonnellate di idrogeno.

Le differenze nei livelli di sovvenzione indicano quali sono i costi reali del mercato

Uno degli elementi più interessanti dell’asta è la forte variabilità dei prezzi di sostegno. Le tariffe oscillano da circa 0,44 a 3,49 euro per chilogrammo di idrogeno.

Le differenze derivano da diversi fattori:

  • costo dell’energia elettrica nel singolo Paese
  • scala del progetto
  • disponibilità di fonti rinnovabili (FER)
  • tecnologia degli elettrolizzatori
  • modello di finanziamento dell’investimento

Le sovvenzioni più basse sono generalmente offerte da grandi progetti situati in Paesi con un settore delle energie rinnovabili ben sviluppato, come la Finlandia o la Danimarca.

Condizioni di finanziamento – investimenti sotto pressione temporale

Il sostegno non è incondizionato. La Commissione europea ha introdotto una cornice temporale rigorosa:

  • chiusura finanziaria entro 2,5 anni dalla firma del contratto
  • avvio della produzione entro un massimo di 5 anni
  • obbligo di garanzie finanziarie
  • rischio di perdita delle sovvenzioni in caso di ritardi

Queste condizioni hanno l’obiettivo di ridurre il rischio di progetti che, pur avendo ottenuto il finanziamento, non vengano poi realizzati.

Il problema del mercato: una parte dei progetti non viene attuata

Le esperienze delle aste precedenti mostrano che non tutti i progetti si traducono in investimenti effettivi. In alcune chiamate precedenti, una parte dei vincitori si era ritirata prima della firma dei contratti.

Le cause sono complesse:

  • difficoltà di accesso al finanziamento
  • aumento dei costi di investimento
  • cambiamenti delle condizioni di mercato
  • redditività insufficiente dei progetti che non godono di ulteriore sostegno

Tutto ciò dimostra che il mercato dell’idrogeno verde si trova ancora in una fase di costruzione di un modello di business stabile.

Cosa significa quest’asta per il mercato dell’energia?

La terza asta della Banca europea dell’idrogeno conferma alcuni trend chiave:

  • l’idrogeno sta diventando uno strumento di politica industriale dell’UE, e non più solo un esperimento tecnologico
  • il finanziamento pubblico resta indispensabile per lo sviluppo del settore
  • la competizione tra i progetti sta crescendo rapidamente
  • i maggiori investimenti si concentrano nell’Europa settentrionale e occidentale

Nel lungo periodo, il sistema di sovvenzioni dovrebbe portare alla riduzione dei costi di produzione e all’aumento della quota di idrogeno verde presente nell’industria e nei trasporti.

Riassumendo

La Banca europea dell’idrogeno sta diventando uno degli strumenti chiave della transizione energetica nell’Unione Europea. Oltre un miliardo di euro destinato a nuovi progetti dimostra che l’Europa sta costruendo in modo coerente il mercato dell’idrogeno verde.

Allo stesso tempo, operare nel settore rimane impegnativo. Costi elevati, rischi di investimento e difficoltà nella realizzazione dei progetti fanno sì che il sostegno pubblico continui a svolgere un ruolo fondamentale. I prossimi anni ci diranno se l’idrogeno passerà dalla fase delle sovvenzioni a quella della piena competitività di mercato.

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