Le modifiche alla normativa edilizia relative ai sistemi di accumulo di energia elettrica hanno finalmente iniziato a prendere forma. L’introduzione di una nuova soglia di capacità, che consente la realizzazione di un sistema di accumulo senza obbligo di permesso di costruire, rappresenta un segnale concreto del fatto che il legislatore sta iniziando a riconoscere le esigenze del mercato.
Sebbene l’ambiente di settore accolga questa modifica come un passo avanti, viene al tempo stesso chiaramente sottolineato che si tratta solo dell’inizio di un percorso più ampio.
L’Associazione Polacca per lo Stoccaggio dell’Energia (Polskie Stowarzyszenie Magazynowania Energii – PSME) presenta la propria posizione in merito e indica gli ambiti nei quali sono ancora necessari interventi correttivi.
Soglie di capacità più elevate: un reale sollievo per gli investitori
La modifica più rilevante riguarda l’innalzamento della soglia di capacità a partire dalla quale un sistema di accumulo di energia è soggetto all’obbligo di permesso di costruire. All’inizio si prevedeva un limite pari a 20 kWh, un valore che avrebbe incluso di fatto quasi tutti gli impianti, sia i piccoli sistemi domestici sia i sistemi di accumulo utilizzati in ambito industriale.
In via definitiva, il Sejm ha innalzato il limite a:
- 300 kWh per i sistemi di accumulo installati all’interno degli edifici,
- 2.000 kWh per i sistemi di accumulo autonomi.
Questa soluzione elimina gli adempimenti più onerosi per migliaia di utenti intenzionati a investire in moderni sistemi energetici. La modifica consente infatti l’installazione di sistemi di accumulo con caratteristiche adeguate alle reali esigenze di abitazioni, imprese, aziende agricole o centri logistici, senza la necessità di affrontare l’intera procedura amministrativa.
Perché una soglia di 20 kWh avrebbe rappresentato un passo indietro?
Il settore ha evidenziato che i sistemi di accumulo con una capacità di circa 30 kWh rappresentano oggi uno standard in molti impianti fotovoltaici domestici. Qualora fosse stata introdotta una soglia pari a 20 kWh, la maggior parte dei dispositivi sarebbe stata soggetta all’obbligo di ottenere un permesso di costruire completo, analogo a quello richiesto per i grandi impianti energetici.
Ciò avrebbe comportato:
- procedure di lunga durata,
- costi elevati legati alla documentazione aggiuntiva,
- ritardi nella realizzazione degli investimenti,
- una riduzione dell’interesse verso i sistemi di accumulo di energia.
La soglia attualmente prevista elimina tale criticità e garantisce agli utenti una concreta libertà operativa.
PSME indica il passo successivo: semplificazioni per gli impianti di media dimensione
Sebbene l’associazione valuti le modifiche come positive, propone ulteriori interventi normativi. In particolare, si tratta di introdurre un percorso procedurale chiaro, articolato su tre livelli, adeguato alla dimensione dell’impianto.
PSME propone:
1. Da 30 a 120 kWh negli edifici e da 30 a 300 kWh per i sistemi autonomi
- sola notifica al Corpo dei Vigili del Fuoco (PSP),
- progetto antincendio semplificato,
- progetto elettrico redatto da un progettista abilitato,
- notifica al gestore della rete.
2. Da 120 a 300 kWh negli edifici e da 300 a 4.000 kWh per i sistemi autonomi
- comunicazione edilizia con documentazione completa,
- concertazione/approvazione con il Corpo dei Vigili del Fuoco (PSP).
3. Solo oltre tali soglie
- permesso di costruire completo.
Una struttura di questo tipo accelererebbe in modo significativo lo sviluppo del mercato, garantendo al contempo la sicurezza degli utenti e chiarezza procedurale per le autorità competenti.
Perché una normativa flessibile è così importante?
Il mercato dei sistemi di accumulo di energia sta crescendo a un ritmo che, solo pochi anni fa, nessuno avrebbe previsto. I sistemi di accumulo di energia:
- stabilizzano le reti locali,
- aumentano l’autoconsumo da fonti rinnovabili,
- rafforzano la sicurezza energetica,
- riducono i costi dell’energia per imprese e nuclei familiari,
- consentono lo sviluppo dei servizi di flessibilità.
Norme rigide, difficoltà nell’ottenimento dei permessi e una burocrazia eccessiva potrebbero rallentare in modo significativo tali processi. Per questo motivo, le modifiche introdotte sono considerate necessarie, e il settore invita a proseguire nel percorso di ulteriore affinamento normativo.
Quali sono i prossimi passi? Il Senato e le prossime modifiche legislative
La bozza di legge passerà ora all’esame del Senato. Il settore auspica che, nelle successive fasi del processo legislativo, sia possibile precisare ulteriormente le disposizioni e adattarle in misura ancora maggiore alle reali esigenze del mercato. Secondo il PSME, la proposta attuale rappresenta un compromesso, ma la direzione intrapresa è corretta: meno burocrazia e più spazio allo sviluppo delle tecnologie di accumulo di energia.
Conclusioni: il mercato dei sistemi di accumulo di energia ha l’opportunità di accelerare
La modifica delle disposizioni normative costituisce un segnale importante per investitori, prosumer e imprese. Una maggiore flessibilità e soglie di capacità più elevate aprono la strada a una più rapida implementazione di soluzioni innovative. Il PSME incoraggia tuttavia a proseguire i lavori legislativi, affinché la normativa risulti chiara, proporzionata e sicura.
Tutto indica che il mercato polacco dei sistemi di accumulo di energia abbia appena ricevuto l’impulso che attendeva da anni. Molto dipenderà ora dalla capacità, nelle prossime revisioni legislative, di rimuovere le barriere ancora esistenti.



