BUSINESS FOCUS

Meno emissioni – più fondi. Come le PMI possono trarre vantaggio dalla transizione verde

La transizione verde dell’economia non è solo una risposta alla crisi climatica, ma anche un impulso allo sviluppo. Per le piccole e medie imprese può significare nuove fonti di finanziamento, risparmi e un miglior posizionamento sul mercato. A condizione, però, di una migliore gestione dell’energia, delle emissioni e delle risorse.

Nuovi requisiti, nuove opportunità

Le banche e le istituzioni finanziarie chiedono sempre più spesso alle imprese informazioni sul loro impatto ambientale. I dati sulle emissioni di gas serra, l’efficienza energetica o le iniziative di sostenibilità stanno diventando importanti non solo per le grandi aziende. Riguardano anche le piccole e medie imprese.

Questo è l’effetto dei cambiamenti normativi a livello europeo e della crescente pressione da parte dei regolatori e degli investitori. Le istituzioni finanziarie devono valutare meglio il rischio climatico. Per farlo, hanno bisogno di dati dai propri clienti – anche dai più piccoli.

Per le PMI si tratta non solo di un obbligo, ma anche di un’opportunità. Disporre di informazioni sull’impronta di carbonio o sui consumi energetici può facilitare l’accesso ai fondi europei, ridurre i costi dei prestiti o aprire la strada a condizioni agevolate di leasing o a sovvenzioni.

Finanziamenti green in pratica

I finanziamenti green comprendono una serie di strumenti il cui accesso è legato al raggiungimento di obiettivi ambientali. Possono includere, ad esempio:

  • finanziamento a tasso agevolato per progetti di efficienza energetica,
  • leasing per attrezzature ecologiche con contributi pubblici,
  • sovvenzioni per investimenti in fonti di energia rinnovabile,
  • contributi a fondo perduto per la trasformazione dei processi produttivi.

È fondamentale che l’investimento rispetti determinati criteri ambientali, spesso da verificare tramite audit indipendenti. Le istituzioni finanziarie considerano fattori come la riduzione delle emissioni, l’efficienza energetica, l’economia circolare o l’impatto del progetto sulla biodiversità.

Perché misurare le emissioni?

Gestire le emissioni non significa necessariamente dover redigere report complessi. A volte basta partire dalle basi: calcolare il consumo di energia, analizzare l’uso di combustibili o osservare la produzione di rifiuti. Anche dati semplici aiutano a capire dove l’azienda spreca risorse – e dove può risparmiarle.

Questo rende più semplice:

  • pianificare investimenti in ammodernamento,
  • definire obiettivi ambientali realistici,
  • accedere a finanziamenti su misura,
  • prepararsi ai cambiamenti normativi.

Nel tempo, i dati ambientali possono anche rafforzare i rapporti con partner commerciali che cercano fornitori e subappaltatori in linea con criteri ESG.

Ostacoli e dubbi

Molti imprenditori non sanno da dove cominciare. Non hanno procedure pronte, non dispongono di specialisti e comprendere le normative e i metodi di calcolo sembra complicato.

È normale. La transizione verde è un processo che può essere implementato gradualmente. Inizialmente è utile:

  • identificare i processi ad alto consumo energetico,
  • analizzare le bollette di energia e trasporto,
  • utilizzare strumenti online semplici per stimare le emissioni,
  • verificare la disponibilità di consulenti energetici o ambientali.

Va anche ricordato che investire in efficienza energetica o gestione delle emissioni non deve per forza essere costoso. Spesso si tratta di interventi che si ripagano in tempi brevi – come la sostituzione dell’illuminazione, la coibentazione degli edifici o la modifica dei turni di funzionamento delle macchine.

Le PMI sulla strada verde

Sebbene siano le grandi aziende ad apparire più spesso nei media come esempi di sostenibilità, sono proprio le piccole e medie imprese a svolgere un ruolo chiave nell’economia. Il loro coinvolgimento nella transizione verde è fondamentale per raggiungere gli obiettivi climatici.

Per le PMI sono previsti programmi di supporto specifici – sia a livello nazionale che europeo. Alcuni sono focalizzati direttamente sul miglioramento dell’efficienza energetica o sull’introduzione delle energie rinnovabili. Altri promuovono lo sviluppo delle competenze, la digitalizzazione e l’innovazione ambientale.

Proprio le PMI hanno il potenziale maggiore per introdurre cambiamenti più rapidamente, con maggiore flessibilità e a beneficio della propria competitività.

Transizione verde – un investimento per il futuro

La transizione verde non è solo una risposta agli obblighi normativi. È soprattutto un approccio strategico che può rafforzare la resilienza dell’impresa, ridurre i costi operativi e aumentare l’attrattività agli occhi di clienti e investitori.

Per le PMI questo significa, tra l’altro:

  • accedere a finanziamenti più economici,
  • essere meglio preparate ai cambiamenti legislativi,
  • aumentare l’efficienza operativa,
  • migliorare l’immagine e i rapporti con gli stakeholder.

Di fronte all’aumento dei costi energetici ed a regolamenti climatici sempre più rigidi, gli investimenti nella riduzione delle emissioni e nell’efficienza delle risorse non sono una spesa, ma un passo verso la stabilità e la crescita.

PODOBNE ARTYKUŁY

SMART MIXER

ENERGY MIXER

AEROMIXER 2018

BOSETTI & STOKŁOSA RACCONTA LA POLONIA

ARTICOLI PIÙ LETTI

Seguici su
Linkedin
Bosetti & Stokłosa Consulting