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Biometano nelle reti ad alta pressione. La Polonia avvia i primi impianti

La Polonia entra in una nuova fase di sviluppo dei gas rinnovabili. Nel Paese sono in fase di realizzazione i primi impianti che consentiranno l’immissione del biometano nelle reti del gas ad alta pressione. Si tratta di un passo importante sia per la transizione energetica sia per lo sviluppo del mercato del biogas, che per anni è stato frenato da limitazioni infrastrutturali.

Il biometano è da tempo riconosciuto come uno dei combustibili a basse emissioni più promettenti. Può essere stoccato, trasportato e utilizzato nei sistemi gas esistenti, il che ne favorisce l’integrazione nelle infrastrutture già operative. Per questo motivo, in molti Paesi dell’Unione europea è diventato un elemento chiave delle strategie di lungo periodo per la riduzione delle emissioni. La Polonia sta iniziando a colmare il divario: i primi impianti ad alta pressione stanno infatti entrando proprio ora nella fase di realizzazione.

Perché si tratta di una svolta per il mercato del biometano?

Il principale ostacolo allo sviluppo del biometano in Polonia è stato finora l’accesso alla rete del gas. Molti impianti di biogas sono localizzati lontano dai gasdotti, mentre le reti locali a bassa pressione spesso non dispongono di una capacità di trasmissione sufficiente. Di conseguenza, installazioni che avrebbero potuto produrre biometano hanno operato unicamente come impianti di biogas convenzionali oppure hanno limitato il proprio sviluppo.

La nuova infrastruttura cambia radicalmente le regole del gioco. La tecnologia basata su:

  • la compressione del biometano in bio-CNG,
  • il suo trasporto verso i punti di immissione,
  • l’immissione diretta nella rete del gas ad alta pressione,

consente di superare le barriere esistenti. In pratica, ciò significa che il biometano può essere prodotto dove esistono le condizioni migliori per la sua generazione, e non necessariamente dove è presente un gasdotto.

I primi impianti nascono in due regioni

I punti di immissione stanno sorgendo nei comuni di Gorzów Śląski e Rzepin. Si tratta di aree ad alto potenziale, caratterizzate da un mercato del biogas già sviluppato e da un facile accesso a materie prime di origine residuale.

Gli investimenti comprendono inoltre l’ampliamento della rete e delle infrastrutture di ricezione in diversi voivodati. Grazie a ciò:

  • i produttori locali potranno immettere il biometano nel sistema in modo commerciale,
  • gli utenti finali avranno accesso a un gas a basse emissioni,
  • le regioni disporranno di un’alternativa alle fonti energetiche tradizionali.

Si tratta di un cambiamento particolarmente significativo nelle aree in cui continuano a prevalere tecnologie basate sul carbone.

Il biometano come fonte energetica stabile

Nel contesto della transizione energetica, il biometano presenta diversi vantaggi rispetto alle fonti instabili, come l’energia eolica o il fotovoltaico. La sua produzione è prevedibile e non dipende dalle condizioni meteorologiche, il che lo rende un elemento importante per il bilanciamento del sistema energetico.

L’immissione nelle reti ad alta pressione aumenta ulteriormente la flessibilità di utilizzo di questo combustibile. Il biometano può essere fornito a utenti industriali, comunali e persino al settore dei trasporti. Gli impianti in fase di realizzazione consentiranno l’immissione in rete di migliaia di MWh di gas pulito all’anno, contribuendo in modo diretto alla riduzione delle emissioni nel settore energetico e del teleriscaldamento.

Il trasporto del biometano: una soluzione di lungo periodo

L’utilizzo del bio-CNG come modalità di trasporto risolve un problema infrastrutturale chiave. Gli impianti di biogas non dovranno più essere localizzati in prossimità di un gasdotto per poter immettere il biometano nel sistema: sarà sufficiente disporre di una strada di accesso e di un impianto di compressione.

Ciò apre il mercato a decine di impianti di biogas già esistenti, oltre che a nuovi investitori.
I benefici sono evidenti:

  • sviluppo della produzione nei comuni con elevato potenziale di disponibilità di materie prime,
  • maggiore diversificazione delle fonti energetiche nel sistema del gas,
  • accelerazione del ritmo degli investimenti nel settore del biogas,
  • supporto concreto alla decarbonizzazione del teleriscaldamento e dell’industria.

Il settore del biogas in Polonia sta accelerando

Gli impianti in fase di realizzazione si inseriscono in un trend più ampio. Un numero crescente di progetti nel campo delle fonti rinnovabili in Polonia entra nella fase esecutiva, mentre il quadro normativo si sta progressivamente adeguando alle esigenze del mercato del biometano. Un settore che per anni ha registrato uno sviluppo lento sta finalmente acquisendo maggiore dinamismo.

L’investimento nelle stazioni ad alta pressione dimostra che:

  • il mercato del biometano sta raggiungendo una fase di maturità,
  • gli investitori puntano su tecnologie con un potenziale di lungo periodo,
  • le autorità locali e i produttori vedono nel biometano benefici economici concreti.

Si tratta di un segnale rilevante in vista del previsto aumento del ruolo dei gas rinnovabili nel mix energetico europeo.

Il biometano diventerà un pilastro della transizione?

Gli impianti polacchi ad alta pressione rappresentano solo l’inizio, ma la direzione è chiara. Nei prossimi anni il biometano ha l’opportunità di affermarsi come uno dei principali combustibili di transizione, in grado di sostenere la stabilità del sistema energetico e di ridurre le emissioni senza la necessità di cambiamenti infrastrutturali radicali.

Le stazioni in fase di realizzazione dimostrano che il settore sta entrando in una fase di maggiore maturità. Se il ritmo degli investimenti verrà mantenuto, la Polonia potrebbe diventare un produttore ed esportatore rilevante di biometano nella regione. Ciò si tradurrebbe in una reale opportunità di energia più economica, nuovi posti di lavoro e una minore dipendenza dai combustibili fossili.

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